Don Tino dal Ciad

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La lettera di Don Tino dal Ciad

Santo Natale 2018

 

Cristo Gesù, pur essendo di natura divina

non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio;

ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini;

apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte

e alla morte di croce.

(Filippesi 2)

 

Carissimi amici e amiche, gruppi missionari e gruppi spontanei che in diversi modi mi accompagnate  e mi siete vicino, la festa della nascita del Salvatore si avvicina a grandi passi e l’intensità delle attività non lascia molto tempo alla riflessione, seppure estremamente necessaria.

La via della salvezza non passa attraverso la potenza di chi puo’ fare tutto, ma attraverso la condivisione della vita, della situazione, del camminare insieme. Gesù ha scelto di condividere la condizione degli uomini dovendo nascere, crescere, imparare ... chissa anche fare degli sbagli. Noi preferiamo la persona forte, il leader trascinatore che risolve tutti i problemi da solo con una dichiarazione alla TV.

Molto più lenta, ma più efficace la via della partecipazione comune, della discussione, della ricerca della verità che l’altro mi puo’ donare. La festa del Natale di Gesù ci porti la capacità di saperci mettere nei panni degli altri e d’uscire dal nostro naturale egocentrismo.

Natale corrisponderà per il grande Congo con delle elezioni presidenziali molto attese e che prevedono un dopo elezioni estremamente caotico. Preghiamo che non si arrivi ad una guerra civile. Le ricchezze infinite di quel paese fanno gola a troppi. In Cameroun le elezioni non hanno cambiato nulla e l’etnia al potere continua a dominare.

In Ciad si vive continuamente sul chi vive: non si sa se in gennaio riprenderanno gli scioperi generali che bloccheranno tutte le attività pubbliche o se lo stato sarà capace di pagare i funzionari statali e mantenere la pace sociale. Il presidente ha fatto degli annunci rassicuranti, ma in passato non sempre le dichiarazioni hanno avuto un seguito nella realtà.

Qui a Keuni viviamo realtà più modeste: la scuola elementare cattolica ha iscritto più di 800 bambini/e e i maestri promettono di non aderire ad un eventuale sciopero, cosi ho accettato di appoggiarli pagando il doposcuola grazie all’aiuto delle parrocchie del Vanoi.

Sempre nell’ambito della scuola gli studenti che sostenete all’università quest’anno sono 16 e più della metà dovrebbe ottenere la “Licenza” arrivati al terzo anno.

In questi giorni i responsabili dell’ACCRI (l’associazione che segue i progetti di sviluppo in collaborazione con il centro missionario) hanno visitato il progetto di appoggio agli agricoltori per produrre, conservare, trasformare e commercializzare i loro prodotti. Il progetto dopo 4 anni è al termine e ha visto la soddisfazione di tutti. Non sono mancati gli insuccessi e l’aspetto della commercializzazione è solo abbozzato con la costruzione di 7 magazzini e la nascita di associazioni cooperative. Constrastare la forza dei commercianti, maggiori beneficiari del lavoro dei contadini é sempre molto difficile. Le guerre in Centrafrica e il terrorismo nel nord della Nigeria bloccano i due maggiori mercati dei prodotti agricoli ciadiani e il loro prezzo é inferiore rispetto a 8 anni fa quando sono arrivato in Ciad. Mi ha fatto piacere che le famiglie che hanno seguito il progetto in questi 4 anni hanno espresso il bisogno di mulini per fare la farina di miglio. Mi ha confermato che l’aiuto dato al villaggio di Dolaw per acquistarne uno grazie all’aiuto congiunto dell’ACCRI e del gruppo missionario di Storo ha colto una vera necessità.

Da qualche settimana sono ritornato ad occuparmi solo della parrocchia di Keuni e così riesco a essere più vicino alle differenti comunità. Il sacerdote camerunese che si occupa di Gagal é molto affabile e é sempre una gioia incontrarsi e collaborare. Anche le 3 suore di madre Paolina, dopo le feste di Natale, torneranno a collaborare più strettamente con Keuni.

Sono tutte buone notizie che fanno ben sperare nell’anno pastorale in corso. Nel mese di novembre abbiamo accettato come candidati al battesimo 108 catéchumeni. L’impegno della formazione catechetica si rivolge al farli crescere nella fede e non solo nel prepararli al battesimo affinché la grazia del sacramento si concretizzi in una vita veramente cristiana. In fin dei conti é il cammino di ogni cristiano.

Auguro a tutti voi la gioia del Natale, di scoprire Gesù che vi accompagna ogni giorno sulla strada della vita.

Mbay si sesi. Don Tino

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