Giovani militanti della Memoria

Posted by Gestore Sito accri biblio, With 0 Comments, Category: Senza categoria,

Giovani militanti della Memoria

Siamo quei ragazzi che sono nati nell’era digitale, che non hanno visto, non hanno vissuto la Prima, la Seconda Guerra Mondiale, non hanno vissuto la guerra fredda, non hanno vissuto la caduta del muro di Berlino eppure siamo qua.

Se apriamo la finestra di casa nostra ci sono ragazzi come noi, bambini, che ad Aleppo muoiono con la sola colpa di essere nati in quella terra così tanto insanguinata.

Questo ci conferma ancora una volta la lezione di Auschwitz: se c’è un problema di un essere umano che è diverso, che è lontano da noi, quel problema se noi non ce ne occupiamo prima o poi riguarderà anche noi stessi.

Ed è per questo che le nostre lacrime sono sì lacrime di memoria, lacrime di un dolore che qua è stato versato, di un’umanità calpestata ma sono soprattutto lacrime di rabbia, lacrime di rabbia verso un presente che è diverso rispetto a quella che era la lezione che qui ad Auschwitz i paesi dovevano imparare.

Lacrime di una rabbia che però è una rabbia costruttiva, è una rabbia che non ci fa arrendere. E’ una rabbia che ci stimola sempre di più ad impegnarci. Una rabbia che ci viene nei confronti di coloro che ancora oggi dicono: “First americans” “Avant les francais!” “Prima gli italiani” Noi diciamo “Prima gli esseri umani”

Qui dietro abbiamo una bandiera che è la bandiera dell’Italia, ci conferma ancora di più quanto noi siamo legati al nostro Paese, forse ne manca una ed è la bandiera dell’Europa, la bandiera di un sogno comune che qui è nato, anzi, è nato pensate nel 1941 in una piccola isola del Lazio, che si chiamava Ventotene. Là degli internati oppositori politici antifascisti scrissero un documento. Lo chiusero con questa frase: La via da percorrere non è facile né sicura ma deve essere percorsa e lo sarà!”

Quindi a noi la scelta di fare di quei sassi che noi incontreremo sulla nostra strada dei muri o dei ponti. Ed è per questo che noi oggi siamo qui non per fare una memoria sterile di date ma per prenderci un impegno, per fare una memoria proattiva, per dire che noi vogliamo dire “Basta!” Basta a questa Europa di muri, a questa Europa di fili spinati!

Chi entrò in questo campo non ebbe la possibilità di uscire, noi ieri abbiamo percorso, quando siamo usciti dal campo di Birkenau, la strada che gli altri percorrevano all’incontrario andando ai crematori. Questa è una grande opportunità che non possiamo permetterci di buttare via, dobbiamo prendercela ed essere militanti della memoria!

Militanti della memoria ogni giorno all’interno delle nostre scuole, tra i banchi, all’interno delle nostre squadre di calcio, delle nostre squadre di pallavolo. Dobbiamo contagiare questa grande generazione e non arrenderci. Non arrenderci ad una realtà evidente ma ad una realtà che ci fa capire che se noi sogniamo un’Europa di Pace che è quell’Europa che viene gridata ancora oggi, più che mai, da queste pietre di Auschwitz, se noi possiamo sognarlo lo possiamo fare solo e soltanto, solo e soltanto se tutti noi ci crediamo: uno ad uno nessuno escluso! Noi siamo i nuovi testimoni!

Dobbiamo andare a raccontare, a trasmettere, non date e numeri, ma a trasmettere i valori” Noi siamo per un’Europa di Pace! Questo è il grido che viene dai giovani della Toscana. Vogliamo un’Europa, un’Europa dove i principi fondamentali siano i valori dell’accoglienza, della solidarietà e i valori che fanno sì che un essere umano non sia diverso da nessun altro!

Bernard Dika - Auschwitz, 25 gennaio 2017

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