La speranza europea

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Per contribuire al dibattito sul futuro dell’Unione Europea, Caritas Italiana, Azione Cattolica, l’Istituto "G. Toniolo", Focsiv e Missio hanno promosso la Summer School intitolata “Acting EurHope - Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo", che si è svolta a Roma da martedì 18 a sabato 22 luglio. Una proposta di formazione civica e spirituale sul tema dell’Europa, per rendere i partecipanti protagonisti di un'Europa da ricostruire. Un’Europa che prosegue il cammino di pace e di unità intrapreso all’indomani della guerra e che sappia prendersi “cura della fragilità dei popoli e delle persone”, recuperando la consapevolezza del proprio ruolo su scala mondiale.

Il presidente di Focsiv Gianfranco Cattai è intervenuto alla giornata conclusiva della Summer School sottolineando che “Per dare futuro al nostro Paese nell’ambito della dimensione europea bisogna valorizzarci reciprocamente. In Italia ci sono 6 milioni di volontari, impegnati in modo diverso anche nelle associazioni di promozione sociale, nelle cooperative sociali e in quelle che saranno le imprese sociali”. “Realtà che mettono in piedi la straordinaria forza che è il servizio civile”. “Questa rete europea di persone convinte e con speranza – ha concluso – è una forza che forse non abbiamo sufficientemente valorizzato culturalmente”.

Obiettivo della Summer School è quindi “fornire un contributo originale all’attuale dibattito sul futuro dell’Europa e alle concrete possibilità di proseguire e rilanciare il progetto politico originario dell’Unione europea”. Tra i docenti Enrico Letta, Beatrice Covassi, Franco Di Mare, Ugo De Siervo, Paolo Beccegato, Matteo Truffelli, Vincenzo Buonomo, don Antonio Mastantuono. Ai partecipanti è stato richiesto di contribuire alla redazione di un Manifesto per l’Europa presentato nel corso di un convegno il 22 luglio quale momento conclusivo della Summer School.

OUR EURHOPE
INSIEME PER RIDARE SPERANZA E FUTURO AL PROGETTO EUROPEO

Manifesto per l’Europa presentato quale impegno condiviso e proposto dai partecipanti alla Summer School Acting EurHope organizzata dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas Italiana, Focsiv e Missio.

Nutriamo speranza per il futuro dell’Europa e dei popoli europei. Sospinti dalla forza profetica dei Santi Patroni d’Europa, Certi della validità dei valori che hanno ispirato i Padri fondatori nell’avviare il processo di integrazione europea, Consapevoli delle crisi che attraversano l’Europa e che rischiano di arrestare e far regredire tale processo, Preoccupati per lo svilimento del messaggio valoriale europeo nell’immaginario collettivo dei suoi cittadini, Coscienti dell’urgenza di avviare una riflessione che sia popolare e condivisa su una nuova visione del progetto comune che orienti ed animi la presente stagione di riforme,

Vogliamo un’Unione europea:

Più giusta

La giustizia e la pace hanno bisogno dell’Unione Europea, come insegnano le recenti guerre nei Balcani e nell’Europa orientale. Occorre promuovere una strategia comune di politiche attive di pace tra la gente e tra gli Stati Membri. In particolare vogliamo adoperarci attivamente per realizzare reti territoriali di confronto e partecipazione, a favore di un tessuto sociale maggiormente coeso e pacificato. Le Istituzioni europee si impegnino per salvaguardare con effettivo rigore il rispetto dei diritti fondamentali degli uomini e delle donne riconosciuti nelle carte internazionali e nei trattati europei. C’è bisogno di armonizzare e governare la redistribuzione della ricchezza prodotta per garantire a tutti eguaglianza e pari opportunità di futuro. Occorre che venga sancito il dovere di accoglienza in ogni Stato membro quale nuova concretizzazione della visione europea sui diritti umani. L’Europa riparte se la persona umana è rimessa al centro.

Più solidale

L’Europa sociale è un progetto ancora incompiuto ma oggi sempre più necessario. Il principio di solidarietà sul quale si fondano i trattati ha in sé potenzialità di sviluppo ancora inespresse. Le Istituzioni europee si impegnino non solo alla piena occupazione, ma anche a promuovere un equo funzionamento dei sistemi di protezione sociale. C’è bisogno di rinnovare e armonizzare i sistemi di welfare nazionali, patrimonio identitario della cultura europea, rafforzando le competenze e le politiche europee in materia sociale. C’è bisogno di superare la logica dell’austerity, ispirata ad un modello economico liberista, con politiche inclusive ed egalitarie a favore dello sviluppo delle regioni periferiche e rurali. Un’azione congiunta per ridurre le diseguaglianze all’interno dei singoli Stati e tra Stati è il presupposto fondamentale per un vero processo di integrazione.

Più democratica

Il deficit democratico presente nei trattati richiede uno sforzo ulteriore per rinsaldare e rilanciare il legame tra cittadini ed istituzioni. Auspichiamo una dimensione più democratica dell’architettura istituzionale europea che rappresenti il comune interesse dei popoli e non il mero compromesso di interessi nazionali.
L’esercizio responsabile della cittadinanza europea ha bisogno di molteplici luoghi di partecipazione, dibattito e conoscenza sul funzionamento e la vita delle istituzioni, anche valorizzando le nuove forme di comunicazione digitale. Ci impegniamo ad attivare programmi mirati di formazione ed educazione alla cultura e al diritto europeo, coinvolgendo attivamente le istituzioni tutte e le organizzazioni della società civile.

Più responsabile

Le sfide globali in materia di ambiente, energia e sviluppo integrale della persona richiedono fedeltà ai principi fondativi del progetto europeo. E’ urgente promuovere nuove pratiche europee nell’economia sociale, nella finanza etica e nella sostenibilità energetica e ambientale, in accordo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU e gli Accordi di Parigi sul clima. Ci impegniamo, a sostegno delle istituzioni europee, per la cura delle nuove generazioni affinché siano protagoniste del cambiamento necessario. Urge una nuova governance istituzionale dei sistemi finanziari che protegga l’economia europea dagli attacchi speculativi internazionali e ridia alla finanza il ruolo di “strumento” dello sviluppo al servizio dell’uomo.

Più unita

Il bene comune europeo è possibile soltanto se gli Stati membri rinunciano agli interessi particolari e contingenti. Occorre sviluppare una sempre maggiore unità di intenti e di azioni, per generare politiche europee più condivise e autentici processi di coesione, capaci di ridare senso all’ideale della comune appartenenza europea. È urgente riscoprire la vocazione europea di promozione della pace, dentro e fuori i confini, rinunciando con forza ad una “politica dei muri”. Le Istituzioni europee si impegnino per il potenziamento di una politica estera comune e la realizzazione di una sempre maggiore sicurezza, basata non sul “diritto della forza”, ma sulla “forza del diritto”. I cittadini europei desiderano di riconoscersi in una posizione dei singoli Stati membri che sia unitaria e coerente sul piano internazionale. Ci impegniamo a promuovere e sostenere il Servizio Volontario Europeo e il nascente Corpo Europeo di Solidarietà, quali strumenti per il rafforzamento di un’identità europea pacifica e solidale.

Vogliamo più Europa

Un’Europa che “possa e sappia fare molto di più insieme”. Questo tempo chiede di guardare avanti, osando il futuro. L’Europa che oggi ereditiamo, spazio di civiltà e di diritto, patrimonio spirituale e culturale dell’umanità, può essere ancora una risorsa per il mondo intero. Vogliamo un’Europa che diventi modello avanzato di multiculturalità, che sappia porsi come potenza di valori e non solo come potenza economica e commerciale sullo scenario globale, riscoprendo il vero significato della sussidiarietà come principio guida per garantire la centralità della persona, mediante l’apporto delle istituzioni locali, nazionali e sovranazionali. Un’Europa aperta al mondo e all’uomo, ispiratrice di dialogo, integrazione e accoglienza. Un’Europa che promuova il diritto internazionale e che eserciti il suo ruolo di leadership nella governance globale. Un’Europa capace di memoria, coraggio e speranza.

Roma, 22 luglio 2017

 

 

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