Non c’è Riace senza Udine, non c’è Udine senza Riace

Posted by Gestore Sito accri biblio, With 0 Comments, Category: Senza categoria,

Il 10 dicembre 1948, l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, il primo articolo ha dato il titolo ad un incontro svoltosi il 10 dicembre a Zugliano con Don Di Piazza, Mimmo Lucano e Gianfranco Schiavone: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti”.

Di solito non ci piace parlare di avvenimenti già passati, ma in questo caso vale la pena sottolineare che centinaia di persone hanno voluto essere presenti all'incontro, dicendoci che in Friuli Venezia Giulia siamo in tanti a voler tenere vivi gli articoli di questa dichiarazione.

Grazie a chi, come Don Di Piazza, ha creato e tiene in vita un luogo dove incontrarsi e riconoscersi, il centro Balducci di Zugliano: "Siamo chiamati a svolgere un'azione culturale verso ogni essere umano, in particolare verso quegli esseri umani i cui diritti sono negati. Vivere la memoria per essere noi memoria. Nella premessa dalla Dichiarazione si legge un'indicazione ad agire in spirito di fratellanza. Dirsi fratelli e sorelle è una dimensione profondissima che tocca le radici dell'essere umano. Citando l'Art. 3 ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona. Mentre noi parliamo sono 67 milioni le persone in simultanea in cammino sul pianeta, i migranti ci rivelano come sta il mondo: impoverimento, povertà, fame, assenza di acqua potabile, di assistenza sanitaria, di scuole. Sono violati i diritti umani, e queste sono le cause strutturali della partenze. [ ] L'ultimo articolo drammaticamente violato è l'Art. 5: nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti. Pensiamo alle condizioni dei lager in Libia o alle baraccopoli del nostro paese. Sono interrogativi profondi, va accostato al nostro itineriario dei diritti umani violati un rilancio dell'impegno cultarle ed etico. Inoltre oggi andrebbe aggiunta una parte alla Dichiarazione: la questione ecologica."

Gianfranco Schiavone cita il rapporto annuale di Amnesty International "da quando si è insediato il governo italiano in carica si è subito distinto per una gestione repressiva del fenomeno migratorio, le autorità hanno ostacolato e continuano ad ostacolare lo sbarco in Italia di centinaia di persone salvate in mare infliggendo ulteriori sofferenze e minando il funzionamento del sistema complessivo del sistema di ricerca e salvataggio marittimo. Il messaggio culturale che passa è: salvare non è più un obbligo, uccidere non è più un reato. [ ] Se dovessi dare un titolo alla storia di Riace sarebbe la 'tenacia del bene', percorso di contrasto alla morte demografica culturale ed economica di un territorio. Esperienza ripetibile in tutte le aree del nostro paese, anche in quelle marginalizzate del nostro paese. [ ] E' una esperienza estrema ma di possibilità di guardare ad un futuro anche attraverso la gestione dell'accoglienza. [ ] Non è solo un'azione caritatevole, ma è la gestione politica del più importante fenomeno che sta accadendo nella società italiana e nella società europea in generale. [ ] Quando parliamo della gestione dell'immigrazione parliamo dello sviluppo del paese."

Concludiamo condividendo le parole di Mimmo Lucano "oggi sono io nel bene e nel male ad essere espressione di questa esperienza, 'modello Riace', ma non sono stato solo io, è una partiolarità di questa storia umana, tantissime persone hanno messo le mani, una di queste è Gianfranco Schiavone. Mai avrei pensato di occuparmi del tema dell'immigrazione, eravamo interessati a come abbandonare i luoghi comuni sulla Calabria, sono poi andato via per questioni di lavoro, sono un emigrante, e poi sono tornato, venivo da una sotria coinvolgente sul piano interiore: sono stato attivista politico nel movimento studentesco, anche là era come un sogno che non riuscivamo mai a concretizzare, una parentesi sempre, dove l'arrivo non c'è mai, e anche stavolta è stato così: credo che tutti i processi sociali dove tu persegui un obiettivo ideale siano legati a qualcosa che non si conclude mai, sarà sempre così nella storia dell'umanità. Qualcosa che tu vuoi raggiungere che è irraggiungibile ma che comunque ti spinge l'anima per ricercare, per trovare soluzioni."

Per celebrare i diritti umani, vi invitiamo a leggere e condividere il manifesto I CARE della Rete DASI FVG - RETE REGIONALE PER I DIRITTI L’ACCOGLIENZA E LA SOLIDARIETA’ INTERNAZIONALE

Infine, per citare un'altra iniziativa organizzata nella giornata dedicata ai diritti umani, vogliamo ringraziare e ricordare chi, come le maestre della scuola primaria di Pace Amelio Cuzzi di Monfalcone e i volontari dell'Arpa a 10 corde (clown dottori), costruisce nelle proprie classi un clima inclusivo, linfa vitale per formare generazioni di cittadini umani e accoglienti. Di seguito due foto della giornata passata con loro.

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