Bentornato Don Piero

Posted by Gestore Sito accri biblio, With 0 Comments, Category: Generale,

 

E’ stato un momento importante la consegna della parrocchia di Iriamurai passata dalla responsabilità di don Piero Primieri, sacerdote “fidei donum” della diocesi di Trieste, alla nomina del sacerdote della diocesi di Embu: father Jeremia Nyaga.

Si è condiviso un po’ di rammarico perché il trasferimento di responsabilità è avvenuto senza una adeguata preparazione preventiva, ma attraverso un improvviso decreto del vescovo di Embu, mons. Paul Kariuki, alla fine del mese di novembre 2018, dopo l’ordinazione di 8 nuovi preti africani.

L’ improvvisazione ha creato sul momento un senso di normale sconcerto in don Piero Primieri, che alcuni mesi fa ne aveva parlato con mons. Kariuki indicando che, con il passare degli anni e dei limiti conseguenti, si dovesse arrivare a concludere la sua presenza, ma prevedendo un tempo indispensabile per preparare la comunità e il coinvolgimento delle due diocesi. Poteva essere l’occasione di riflettere sul significato della cooperazione tra chiese sorelle nel sereno cammino di crescita e di avvicendamento nel reciproco rispetto …

L’ improvvisazione ha creato grande meraviglia anche nella comunità di Iriamurai che ha percepito il fatto come se si trattasse di un indesiderato allontanamento di don Piero; e di questo ne ha risentito negativamente anche il nuovo parroco p. Jeremia, quasi ne fosse colpevole…

Ha creato eguale sconcerto anche a Trieste  in quanti da sempre e con affetto seguono l’impegno per  la missione, anche se il vescovo mons. Crepaldi ha dimostrato da tempo la volontà che questo impegno si concludesse….

Nell’associazione ACCRI - che invia a Iriamurai i volontari per seguire e animare i progetti di sviluppo - ci siamo chiesti: che fare? Per evitare ulteriori sofferenze e nel rispetto delle persone coinvolte, abbiamo deciso di partecipare alla celebrazione di sabato 4 maggio. Con un po’ di amarezza per l’assenza di rappresentanti della diocesi di Trieste, vi partecipa d. Mario – memoria storica dell’impegno – e Isabella, rappresentante dell’ACCRI. Sono presenti anche le sorelle Ada e Rita Primieri che accompagneranno d. Piero nel suo ritorno definitivo a Trieste sabato 11 maggio.

A Iriamurai si è percepito in quei giorni una certa comprensibile sofferenza, ma è stata anche l’occasione per riconfermare la disponibilità della comunità con il nuovo parroco p. Jeremia e della nostra associazione a continuare nella cooperazione, con la presenza di volontari nei progetti di sviluppo.

La celebrazione del 4 maggio è stata molto festosa con la partecipazione di un migliaio di persone. Il vescovo mons. Paul Kariuki, che ha presieduto la celebrazione, si è soffermato a illustrare quanto sviluppato da don Piero in tanti anni di lavoro: non ha risparmiato energie e fatiche, fin dal dicembre 1970 nella parrocchia di Nguviu e dal 1985 nella zona arida di Iriamurai, che in questi anni ha vissuto una completa trasformazione a causa del fenomeno dell’immigrazione di persone costrette a cercare terreni dove sviluppare la loro vita. La zona, che inizialmente contava quasi 1000 km quadrati, è stata lentamente suddivisa in tre parrocchie: Iriamurai, Munyori e Mutuobare. Nel prossimo anno già si pensa al sorgere di una quarta parrocchia nella zona di Kiritiri, diventata nel frattempo centro politico-amministrativo.

  1. Jeremia Nyaga ribadisce serenamente la sua piena disponibilità a seguire l’impegno dei volontari dell’ACCRI e a vigilare perché le strutture del loro servizio siano mantenute sempre in efficienza, mentre la presenza di Sara Moratto – volontaria dell’ACCRI - è stata costantemente preziosa per facilitare ogni contatto.

Don Mario, invitato a rivolgere il saluto alla comunità come rappresentante di Trieste, si è unito a quanto già espresso da p. Jeremia, e ha colto l’occasione per ricordare che quanti vi hanno collaborato fin dagli anni settanta hanno seguito la cooperazione non indicandola come banale gemellaggio: i gemelli solitamente sono molto simili, mentre la cooperazione tra chiese sorelle vuole rispettare sempre le differenze di ogni comunità che ci si impegna a condividere ed approfondire.

Don Piero ora è qui a Trieste. Sarà delicata attenzione nei suoi riguardi non dimenticare il bagaglio d’Africa che porta sulle sue spalle e che potrebbe essere valorizzato come strumento di riflessione e di crescita per tutti noi.

Isabella e don Mario

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