Quale futuro per la Cooperazione allo Sviluppo?

Posted by Gestore Sito accri biblio, With 0 Comments, Category: Generale,

Quale futuro per la Cooperazione allo Sviluppo?

Da alcuni mesi il mondo della solidarietà internazionale trentina è fortemente preoccupato.

Tantissime Associazioni che, come l’ACCRI, sono attive da decenni nella cooperazione con i  vari Sud del Mondo, si stanno chiedendo quale impegno la Provincia di Trento intenda assumere nei confronti dei Progetti: sia quelli già avviati, che sono bloccati dalla Giunta dallo scorso dicembre, sia quelli che si vorrebbe avviare in un’ottica di responsabile continuità con i partner di progetto.

La prima domanda non ha ottenuto ancora una risposta definitiva. Ma, dovrebbe essere chiaro a tutti, il lavoro e le relazioni umane stabilite con le comunità del Sud non possono aspettare i tempi della politica: non possono aspettare le attività di microcredito che permettono ad un gruppo di famiglie di uscire dalla condizione di povertà assoluta, né può essere sospeso il lento lavoro di recupero dei bambini di strada o la costruzione di un canale d’irrigazione che salva dalla siccità gli orti di un’intera comunità.  Questi sono solo alcuni esempi, ma potremmo continuare con decine e decine di altre iniziative, che descrivono l’impegno delle numerose realtà di volontariato locale che hanno reso il Trentino un esempio di solidarietà e cura verso gli ultimi.

Sui progetti futuri, dunque sul futuro della cooperazione,  tutti  abbiamo letto quanto riportato dai giornali locali: la Giunta Provinciale ha appena approvato la riforma del “sistema di aiuto pubblico alla cooperazione internazionale”,  diffondendo quello che dovranno essere i criteri e quale dovrà essere l’orientamento per i futuri progetti al Sud del mondo.

Le prospettive che emergono dai nuovi indirizzi sono davvero preoccupanti: riduzione drastica dell’impegno finanziario della Provincia, anticipazione della volontà di ulteriori tagli in assestamento di bilancio e di revisione della legge in vigore che assegna lo 0,25 % del bilancio provinciale a questo settore; possibilità di finanziamento pubblico solo alle Associazioni che riusciranno ad ottenere un finanziamento privato di pari entità per ogni singolo progetto, riduzione della quota destinata alle attività di sensibilizzazione sul territorio,  non monetizzazione del lavoro volontario, che tanta parte occupa nei nostri Progetti.

Lo ripetiamo, si tratta di un momento che crea grande preoccupazione a tante associazioni ed organismi che costituiscono il mondo della solidarietà internazionale trentina. Come succede per i problemi comuni,  la cosa migliore è che siano affrontati insieme e non ciascuno per conto proprio: infatti da diversi mesi molte delle 70 associazioni che dal 2017 costituiscono il coordinamento FARETE, di cui fa parte anche l’ACCRI, si stanno incontrando per discutere, confrontarsi ed affrontare compatti e con un’unica voce la nuova situazione.

Ciò che risulta condiviso è che, qualsiasi sarà il nuovo scenario in cui la cooperazione dovrà agire, non si fermerà l’impegno solidale di tanti organismi, ma soprattutto l’impegno delle migliaia di persone che, direttamente o indirettamente, ci hanno sempre sostenuto e che sono l’anima bella del nostro Trentino.

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