Un augurio di Natale: per una scuola e una costituzione della terra

Posted by Gestore Sito accri biblio, With 0 Comments, Category: Generale,

Per augurarvi un felice e santo Natale, quest'anno desideriamo condividere un estratto del testo Per una scuola e una costituzione della terra di Raniero La Valle, che ci porta dalla riflessione ecologica all'armonia delle differenze:

"Greta Thunberg ha detto che dopo un anno di campagne “per il futuro”, grandi sono stati i risultati in termini di mobilitazione popolare, ma quasi nulli i risultati in termini di decisioni dei governi. Un robusto programma di riconversione ecologica è ora nelle intenzioni della nuova Commissione europea. I ritmi della crisi globale si fanno sempre più incalzanti; ormai da più parti è annunciato che già a partire dal 2050 il sistema fisico della terra vada in tilt.

Alla crisi ecologica si accompagna la crisi progressiva del vivere collettivo delle donne e degli uomini sulla Terra, l’estinguersi della politica, il perdersi della democrazia, il regresso del diritto, il bene da compiere che diventa reato, il male inflitto che diventa diritto, le armi che di nuovo coprono tutta la terra e la cinturano dal cielo, immense e sterminate - ma per pochissimi – le ricchezze; - per moltissimi – la povertà.

E anche il fuoco, che divora le grandi foreste e brucia l’aria che ci serve per respirare.

Perciò ci vuole una risposta globale. Occorre che uomini e donne, ma tutti insieme, si organizzino e agiscano perché la Terra sia salva e la storia continui. Quale nuova risorsa mettere in campo? Una Costituzione della TerraLe Costituzioni hanno salvato democrazia e convivenza.

Una Costituzione della Terra può oggi salvare la Terra. Un costituzionalismo universale in embrione già esiste, grazie all’ONU e alle grandi Carte e Convenzioni del dopoguerra, ma la guerra può sempre travolgere tutto.

Migliaia di anni fa il codice di Ur dei Caldei prescriveva al potere di essere sostegno del povero, della vedova, dello straniero, compensando con la sua forza la debolezza del debole, il codice di Hammurabi istituiva “la giustizia agli oppressi” e in Egitto il vizir si faceva un vanto di essere padre dell’orfano, fratello della divorziata, grembiule di chi non ha madre. Michea e Isaia volevano che le lance si trasformassero in falci e le spade in aratri. Di più, Isaia profetava che le nazioni non avrebbero più imparato l’arte della guerra. Noi invece l’abbiamo imparata e sempre più la perfezioniamo e la facciamo, tutta insieme od a pezzi. Ed ecco perciò una scuola per disimparare l’arte della guerra, e imparare invece l’arte di fare la pace e salvare la Terra.

Prima non c’era un popolo della Terra che potesse fare una Costituzione della terra, stabilire un diritto senza frontiere, perché tutto era spezzato, le identità si contrapponevano come assolute.

Grazie al nuovo annunzio di Dio risuonato dovunque, non c’è più un Dio geloso, un Dio nel cui nome gli uni sono eletti e gli altri respinti. È perciò una rivoluzione copernicana oggi possibile, è passare dalla dialettica degli opposti all'armonia delle differenze, come l’ha invocata papa Francesco."

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