Premio Volontariato Internazionale

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Quest’anno il Premio del Volontariato Internazionale FOCSIV (XXIV edizione) è quasi tutto al femminile.

Il Premio Volontario Internazionale è stato assegnato ad Anna Dedola, quello Volontario del Sud ad Alganesc Fessaha ed il riconoscimento Giovane Volontario Europeo è stato consegnato a Khadija Tirha.

Anna Dedola, 33 anni, sarda di origine si è laureata in architettura a Torino ed è responsabile dei progetti del COPE (cooperazione paesi emergenti), vive e svolge la sua attività in Tanzania, ha un compagno Tanzaniano e due figli, Frida e Francesco (quest’ultimo al momento in affido alla coppia). Anna si recò per la prima volta in Tanzania in occasione della sua tesi di Laurea che verteva su una diversa tecnica costruttiva basata sull’edificazione di case in terra cruda e in particolare, sulle caratteristiche del mattone stabilizzato in cemento, a costi contenuti e con l’utilizzo di materia prima locale, facilmente fruibile in paesi in via di sviluppo. Il suo progetto, dopo alcuni tentativi, è andato a buon fine tanto che ha potuto completarlo attraverso l’acquisto di macchinari per fare mattoni e l’allestimento di un cantiere il loco per la loro produzione. Dopo la laurea è ritornata in Tanzania a Songambele, con i Padri Cappuccini per costruire un asilo per bambini e successivamente il seminario di Santa Clara di Miali. Innamorata della Tanzania, che sente come la sua seconda casa, decide di rimanere e inizia a lavorare con il COPE, socia Focsiv per gestire il centro di accoglienza SISI ni Kesho per i bambini orfani e affetti da HIV e di quello per la salute rurale Kytuo Cha Afya a Nyololo, nella regione di Iringa.

Attualmente, quindi, segue due progetti: l’Ospedale e il centro dei bambini. I problemi che si affrontano quotidianamente riguardano la malnutrizione infantile, l’alcolismo, il maltrattamento delle donne, il tutto aggravato da un’elevata percentuale di sieropositivi.

Il premio Volontariato del Sud è stato assegnato ad Alganesc Fessaha, di origine eritrea ma Milanese di adozione, cristiana, medico e specialista in medicina Ayurvedica, fondatrice della Onlus Gandhi Charity, nata nel 2003. Alganesc, precedentemente, lavorava per un’azienda multinazionale, ha lasciato un lavoro sicuro per dedicarsi alla missione della sua vita. Attualmente si occupa di portare soccorso ai profughi e ai rifugiati che cercano di raggiungere l’Europa e che finiscono nelle mani dei trafficanti Libici o dei predoni del Sinai; molto attiva anche a Lampedusa, opera in tutto il Nord Africa, dalla Libia alle carceri Egiziane. Se necessario, riscatta i “prigionieri”, li libera e li porta in Etiopia, l’unico Paese africano disposto ad accoglierli. Nella sua attività, che la espone a rischi non indifferenti, Alganesc è aiutata e sostenuta dallo sceicco salafita Awwad Mohamed Ali Hassan. Questa collaborazione rappresenta l’ennesima attestazione che l’apertura verso l’altro e lo spirito di solidarietà trascendono le differenze di appartenenza etnica e religiosa.

 

Il riconoscimento di Giovane Volontario Europeo è andato a Khadija Tirha, nata in Marocco, arrivata in Italia con la famiglia all’età di 6 anni, ormai cittadina Italiana, Torinese. Per Khadija l’essere impegnata nel volontariato è un modo per sentirsi parte integrante del tessuto sociale in cui vive e per concorrere alla costruzione di una società solidale e inclusiva. La sua azione è particolarmente rivolta al dialogo interculturale e religioso, tematica per lei importante in quanto Mussulmana praticante e cittadina Italiana. Il suo impegno civico è il suo percorso formativo si sono indirizzati verso la cooperazione internazionale; infatti, lo scorso marzo Khadija si è laureata alla facoltà di scienze Internazionali dello sviluppo e della cooperazione con una tesi sul progetto “Il filo della speranza”, volto all’accoglienza di una famiglia di richiedenti asilo Siriani. Terminata l’esperienza del Servizio Civile sull’educazione alla mondialità con LVIA, Socio Focsiv,  Khadija è stata ammessa al programma magistrale Torino – Rabat, in Scienze Internazionali con il Master in “Analisi Comparata delle Società Mediterranee” che la terrà occupata per i prossimi due anni.

Tre donne diverse, con storie, talenti e caratteri differenti ma unite da un medesimo modo di sentire e di vedere il mondo: il che ci conferma che l’impossibile non esiste.

A questi riconoscimenti si affiancano le Menzioni speciali consegnate nelle mani del Sindaco di Catania, Enzo Bianco, come riconoscimento per il grande valore della solidarietà dimostrata dalla cittadinanza catanese verso i tanti migranti arrivati nel loro porto dal mare, a John Mpaliza, camminatore di pace, impegnato nel ricordare il dramma vissuto dalla povera popolazione della sua ricca terra di origine: la Repubblica Democratica del Congo ed al Venerabile Alessandro Nottegar, fondatore della Comunità Regina Pacis a Verona, ritirata dalla figlia Chiara.

Tutto l’ACCRI rivolge un particolarissimo ringraziamento e dimostrazione di stima all’amico John Mpaliza, che ha da poco ritirato anche il Premio per la pace Giuseppe Dossetti: sempre attivo in marcia e in musica per dare voce ai popoli dimenticati, le cui condizioni di vita vengono troppo spesso taciute dalla comunità internazionale.

Pace pace pace! Grazie John!

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