Un Grido Disperato Dalla Colombia

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Di Jairo Agudelo Taborda

La colomba della pace pare stia scappando in fretta e furia dalla Colombia colpita da due pandemie: Covid e violenze varie.

Infatti, il paese sta attraversando la cima dei contagi (12000 nuovi al giorno) e dei decessi (300 al giorno) per Covid. Così ha accumulato, al 27 agosto, 573000 contagi e 18184 deceduti in un paese di circa 50 milioni di abitanti. Nelle principali città (Bogotá, Cali, Medellín e Barranquilla) si è arrivati ad agosto sull’orlo del collasso dei sistema sanitario. Gli scienziati sostengono le nostre speranze quando dicono che a settembre ci sarà la discesa di queste cifre e, quindi la riapertura di una economa colpita gravemente con un – 6.5% del Pil.
Ma l’altra pandemia, quella delle violenze continua a mietere tante vite umane, specie quelle dei giovani contadini, leader social, indigeni ed afroamericani. Circa 350 di loro sono stati uccisi nel 2019 come è stato denunciato nel rapporto dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani. Dalla ratifica dell’Accordo di pace tra il Governo e la guerriglia delle Farc-Epl il 24 novembre del 2016 ad oggi vi sono stati almeno 1000 uccisioni violente tra cui molti ex.guerriglieri che avevano consegnato le armi aderendo all'Accordo di pace. Durante il 2020 vi sono state circa 300 uccisioni nella modalità di massacri. La Missione ONU di verifica dell’Accordo di pace parla di 39 azioni violente con omicidii collettivi di tre o più persone nei mesi trascorsi del 2020. I focolai delle violenze sono le zone confinanti con l’Ecuador ed il Venezuela. Il Rapporto Global Witness del 2020 dice che la Colombia è stato il paese con il maggior numero di difensori del diritto alla terra ed all'ambiente uccisi nel 2019 con 64 vittime.
Per quanto riguarda il processo di pace, vi è un ritardo del 30% di quanto previsto soprattutto in merito al primo punto dell’Accordo: riforma rurale integrale.
A fronte di questo dramma, in questo quadro va interpretato il recente grido di Monsignor Dario Monsalve, Arcivescovo di Cali che accusa il Governo di attuare una sorta di “vendetta genocida contro l’Accordo di pace con le Farc e del dialogo con l’Eln”.

Inoltre, a fronte dei recenti massacri nel SudOvest del paese, l’Arcivescovo di Popayán Mons. Iván Marín ed i cinque Vescovi della Regione (Enrique Prado, José Grisales, Orlando Olave, Carlos Correa, Oscar Múnera) hanno pubblicato il 18 agosto un comunicato congiunto denunciando l’ondata di violenza e chiamando il Governo ad assumersi la responsabilità della garanzia della pace ai cittadini.
A ciò si aggiunge la violenza contro il creato visto che nel 2019 La Colombia ha bruciato e deforestato 75000 ettari di Amazzonia ed il suo Parlamento sta per riapprovare l’aspersione di Glifosato contro le coltivazioni di coca, sospeso nel 2005 in quanto nocivo all'uomo ed all'ambiente.

JAT/Barranquilla/27.08.2020