“Abbiamo trovato un villaggio…
…dove c’è l’apprendimento,
abbiamo trovato un villaggio dove c’è la gioia.”
Questa è una strofa di una canzone intonata dalle donne ngambaye durante l’ultimo giorno della formazione sulla trasformazione del burro di karité. Erano tutte in cerchio attorno al grande pentolone, mentre per l’ultima volta il burro cuoceva lentamente. Cantavano per ringraziare Dio, ma anche per esprimere la loro gratitudine per la formazione condivisa e per il cammino vissuto insieme. Ascoltando quei canti si percepivano tutta la passione che stavano mettendo nel lavoro, la loro gioia e il valore che quell’esperienza aveva avuto per loro.
In Ciad i canti tradizionali accompagnano ogni momento della vita e del lavoro quotidiano.
Mentre si schiacciano le noci di karité con il grande pestello di legno e il mortaio, il canto scandisce il ritmo dei movimenti: più donne si alternano o battono a turno sullo stesso mortaio, creando una sorta di melodia percussiva che aiuta a sincronizzarsi e ad alleggerire la fatica e la monotonia del lavoro. Allo stesso modo, mentre si attende che il burro cuocia lentamente o mentre si tritura il riso per ottenere la farina, il canto accompagna il tempo dell’attesa e del lavoro.
Ma il canto è molto più di un semplice accompagnamento. Rappresenta un vero e proprio rituale della vita rurale femminile, uno dei pochi spazi riservati esclusivamente alle donne. Intorno ai pentoloni e ai mortai possono raccontarsi, condividere esperienze, consigli e insegnamenti, ma anche sfogarsi, lontano da orecchie indiscrete. Nei loro canti trovano spazio insegnamenti morali, episodi della vita quotidiana, lamentele velate, piccoli pettegolezzi e riflessioni sulla propria vita. È un momento di condivisione autentica, in cui ciascuna può esprimersi liberamente.
Dare voce
Così, in Ciad, il canto non scandisce soltanto il ritmo del lavoro quotidiano: è un modo per rendere grazie, trasmettere saperi, rafforzare i legami della comunità e dare voce alle esperienze delle donne, trasformando il lavoro in un momento di incontro, condivisione e identità collettiva.
Gagal, 14 luglio 2026
Giada e Pieranna

