Sotto l’ombra di due manghi in Ciad
C’è un silenzio che si mescola al canto, in questo angolo di comunità stretta attorno alla morte. Al centro, due grandi alberi di mango proteggono con la loro ombra la bara di legno, coperta e circondata da pezze di panni bianchi che si muovono al vento.
Tutt’intorno la gente si raccoglie all’ombra degli alberi: gli uomini seduti su sedie, in seconda fila; donne e bambini, incastrati come tessere di un puzzle, su grandi stuoie stese accanto al defunto.
Grandi bacinelle d’acqua e thermos di tè caldo accolgono gli ospiti e i parenti, accorsi da diverse parti del Paese. Alcuni sono ancora in viaggio, altri arrivano proprio in quel momento; è la famiglia del defunto che si fa carico del vitto e dell’ospitalità di chi arriva da fuori.
A turno, gruppi di persone intonano cori e canzoni, accompagnati talvolta da balli e dal ritmo di una batteria e di alcuni tamburi.
Le voci dei canti si mescolano alle grida e ai pianti delle persone care, in un’unica trama sonora.
Tutto ha inizio subito dopo la morte e prosegue ininterrottamente fino al funerale; è una veglia che dura giorno e notte, senza sosta.
L’intera comunità si stringe, fisicamente e simbolicamente, attorno a chi non c’è più. Celebrazione della vita e della morte si fondono in un unico rito, sotto l’ombra silenziosa di due manghi.

Questo episodio a cui abbiamo avuto l’onore di partecipare, ha suscitato in noi riflessioni ed emozioni contrastanti. Non è scontato poter assistere ad un evento così importante per la comunità, osservare come viene vissuta e celebrata la morte.
L’intero villaggio si è fermato, le scuole sono rimaste chiuse, le persone hanno rimandato impegni lavorativi per partecipare e stringersi attorno alla famiglia. Non solo il defunto non è mai lasciato da solo dai propri parenti, ma neanche dalla comunità: una staffetta di gente continua, che prega, piange, racconta episodi di vita della persona venuta a mancare.
È incredibile come un evento così triste, accompagnato da pianti teatrali e urla di dolore, si trasformi in una festa in cui si balla e si canta giorno e notte.
Un momento davvero commovente che non dimenticheremo.
Gagal, 14 agosto 2026
Giada e Pieranna
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