I Giovani e la Sabbia

I Giovani e la Sabbia

Photo credit: mauvoo.com

Dal Kenya. Le nostre volontarie stanno portando avanti gli incontri con i giovani delle parrocchie di Iriamurai e di Mutuobare. Mentre per alcuni Centri è più facile avere la presenza dei giovani, per altri è una sfida. Molti ragazzi, infatti, non possono partecipare.
Il motivo? Non andando a scuola, devono lavorare, in particolare in alcune aree del Kiambere, nei pressi del fiume Tana, dove sono in corso attività con diversi centri giovanili (Karura, Kiria, Ndutori, Mariari). Durante la stagione secca esiste un business molto proficuo: la “sand harvesting” (la raccolta di sabbia) presso i letti dei fiumi in secca, a cui segue il trasporto della sabbia raccolta con i camion verso Nairobi, non solo capitale del Kenya, ma anche del boom dell’edilizia ormai da diversi anni.
La raccolta della sabbia ha effetti dirompenti sull’ambiente: distrugge la vegetazione, influisce sul flusso dell’acqua lungo i fiumi, erode la capacità di ritenzione idrica del letto dei fiumi e danneggia gli ecosistemi.
Nonostante questo, in molte contee del Kenya (tra cui l’Embu County) far parte di questo business per la popolazione, soprattutto tra i più giovani, è un modo semplice e immediato per guadagnare soldi. In questo periodo dell’anno è abitudine vedere camion carichi di sabbia che partono dal Kiambere e sfrecciano verso Nairobi. Non ci sono regole: a bordo ci sono bambini, non è insolito trovare questi mezzi rovesciati lungo la strada a causa dell’alta velocità e delle vie di comunicazione disastrate, per il peso ingente che non potrebbero trasportare e che non è controllato.
Già diversi anni fa, l’autorità nazionale per la gestione dell’ambiente (Nema) aveva redatto delle linee guida nazionali da rispettare per questa attività che coinvolge tantissime contee. Addirittura la raccolta della sabbia era stata vietata a Makueni, Isiolo, Kitui, Nairobi e Kajiado con risultati incerti, dal momento che le comunità rurali sono allo stesso tempo vittime e protagoniste di questo business. Anche il Governo della contea di Embu ha vietato questo tipo di attività nel Kiambere, ma i controlli non esistono, e il bisogno di soldi (seppur pochi) è prioritario, soprattutto per chi in questo periodo non può andare a scuola (le scuole continuano ad essere chiuse causa Corona virus) e usufruire della mensa scolastica.
Agli effetti negativi a livello ambientale, quindi, si aggiungono effetti socio-economici sulle comunità rurali e sui più giovani difficili da gestire e da arginare. Il progetto YOUTH, nel suo piccolo, cerca di dare ai ragazzi di queste zone un motivo in più per essere impegnati, una serie di attività a cui poter partecipare e fare qualcosa di utile per sé stessi e per la propria comunità.

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